Nel vortice di questi giorni. Ma nulla è per sempre

E’ difficile aggrapparsi al razionale, in questi giorni convulsi dove urlano le sirene e si aggrovigliano eventi e memoria. Quasi stavo per ricordare in questo blog l’anniversario del primo test nucleare con la bomba all’idrogeno di settant’anni fa sulle isole del Pacifico – il Nuclear Free and Independent Pacific Day commemorato dal movimento pacifista Aotearoa – ma la coincidenza con l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele fa sobbalzare di nuovo il mio spirito. Intrecciando pure nella mente il mio viaggio del 2006 nel Kurdistan iracheno – anche qua ero per riportare ricordi dell’esperienza di quei giorni – con le Bad News degli attacchi di rappresaglia anche sulla base americana e sull’aeroporto di Erbil.

Cambiano e si modellano in continuazione confini e poteri sui territori del mondo. Nulla è per sempre, e spesso il nuovo è forgiato dalla sofferenza e la distruzione di ciò che era, e con l’incognita di ciò che sarà.

Anche gli imperi crollano. E quell’impero che adesso bombarda (e nell’escalation, fa bombardare mezzo mondo…) potrebbe avere, come si suol dire, i giorni contati. Se ritorno nel razionale, sono diversi i commenti che ritrovo a questo proposito, di autori molto più quotati di me 🙂 che danno spiegazione proprio a questa verità.

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Assassino

Quattro anni dall’inizio del conflitto. Ma non solo Ucraina. Nessun umano può essere mio nemico.

Togliere-la-vita-a-qualcuno.
Spazzare in un colpo tutta la storia, la memoria
i legami costruiti e racchiusi nel suo io.

Tagliare le strade del futuro. Le speranze avanti al suo percorso.

Scene televisive che ormai non scuotono
espanse quasi da abituati videogiochi.
Spazzare in un colpo l'immagine di vivi, lampo che cancella.

Togliere-la-vita.

Assassino.

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Notizia improvvisa

Notizia improvvisa al mio risveglio. Un attentato, un atto di intimidazione, a Sigfrido Ranucci conduttore della rubrica Report, l’auto distrutta da un ordigno esploso davanti a casa sua.

Un salto in avanti, vedo. Al di là alle minacce che da anni colleziona per il suo lavoro di cronista da sempre impegnato in inchieste scottanti.

Perché i giornalisti liberi non hanno vita facile, qua nel nostro Paese.


Velocissimo l’editoriale pubblicato da PeaceLink. Vicini in simbiosi per cronache scomode e verità scavate nel profondo, un affetto a distanza al di là degli ideali comuni.

E riporto anche quanto scrisse, quasi 20 anni fa, la cara e compianta amica Nadia Redoglia. Uno sguardo dettagliato su quanto Ranucci e colleghi svelarono – ai tempi del canale allora indipendente di Rainews24 – tra le pieghe dei servizi embedded dei media.

Eccolo: Pace ai “vinti”


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