E’ difficile aggrapparsi al razionale, in questi giorni convulsi dove urlano le sirene e si aggrovigliano eventi e memoria. Quasi stavo per ricordare in questo blog l’anniversario del primo test nucleare con la bomba all’idrogeno di settant’anni fa sulle isole del Pacifico – il Nuclear Free and Independent Pacific Day commemorato dal movimento pacifista Aotearoa – ma la coincidenza con l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele fa sobbalzare di nuovo il mio spirito. Intrecciando pure nella mente il mio viaggio del 2006 nel Kurdistan iracheno – anche qua ero per riportare ricordi dell’esperienza di quei giorni – con le Bad News degli attacchi di rappresaglia anche sulla base americana e sull’aeroporto di Erbil.

Cambiano e si modellano in continuazione confini e poteri sui territori del mondo. Nulla è per sempre, e spesso il nuovo è forgiato dalla sofferenza e la distruzione di ciò che era, e con l’incognita di ciò che sarà.
Anche gli imperi crollano. E quell’impero che adesso bombarda (e nell’escalation, fa bombardare mezzo mondo…) potrebbe avere, come si suol dire, i giorni contati. Se ritorno nel razionale, sono diversi i commenti che ritrovo a questo proposito, di autori molto più quotati di me 🙂 che danno spiegazione proprio a questa verità.
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