Quanto vale una vita?

Questo testo è stato scritto a margine di una notizia finalmente positiva: il 23 ottobre in Brasile uno storico referendum chiedera’ all’intera popolazione di decidere se cessare di mettere armi a disposizione degli assassini. Di decidere se salvare la vita a innumerevoli persone.
Un “sì” ideale in appoggio a quanti voteranno al referendum è e sarà proposto anche da tanti di noi, con l’impegno affinché la circolazione e il commercio delle armi venga fortemente limitato anche nei nostri Paesi occidentali…
Il mio “sì” compare qui sotto nel “Leggi tutto”, oltre che nel numero di oggi del quotidiano telematico “La nonviolenza e’ in cammino”.

Quanto vale una vita?
Proviamo a immaginare una morte.
Gli occhi della propria coscienza che si spengono in un colpo, e fili di anni e anni di storia del se’ che svaniscono all’improvviso.
Un uomo che non e’ piu’.
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Quanto vale una vita, nei tempi della cronaca spicciola delle morti sempre ripetute, banalizzate, e poi disperse dalle cellule della memoria oramai incapace a fissare nel proprio cuore quei frammenti di sentimento che pure erano e sono ancora dell’uomo?
Quanto vale…
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Ed ecco un passo al contrario pero’, sussurro dai meandri dei media globalizzati. Una notizia non-notizia che si fa notizia vera, e vera di speranza.
Si’, quando la morte e’ da altri voluta, vita assassinata dalle protesi di morte, inventate dall’uomo-caino fin dai primordi dei secoli dei secoli. Le armi che aiutano ad uccidere. Eppure…
Eppure queste protesi di morte, eccola la notizia, vietate, regolamentate con maggiore efficacia, una “Campagna per il disarmo” in un Paese che non e’ di quelli sulla bocca di tutti, eppure…
Una notizia non-notizia che si fa notizia vera, e vera di speranza.
E le statistiche in un sussulto, numeri in crescita di vite risparmiate.
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Globalizziamone il contenuto, diffondiamone lo spirito.
Dal Brasile, Sud America; terre di speranza di un’umanita’ diversa dai binari dritti del solito qualunque Occidente banalizzato.
Una notizia di speranza, chissa’…

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