… e mica da solo, come s’è visto! Assieme a me grossomodo una trentina di milioni di Italiani, s’era in buona compagnia!
E adesso, condivido quanto leggo da più parti: che l’importanza e l’eccezionalità di questi referendum – per la partecipazione, l’entusiasmo, l’impegno e la capillarità dell’informazione ottenuta anche dalle grandi potenzialità di questi mezzi telematici – trascende di sicuro lo scopo per cui erano stati pensati.
Che sia l’inizio di un nuovo modo di far politica?
Che sia l’inizio di un nuovo modo di governare?
Ancora una volta, e ancor di più, teniamoci pronti per una nuova legislatura. Ma con una preoccupazione su chi avrà da “ricevere il testimone” nella staffetta di governo del nostro Paese.
Cercasi persone serie e oneste. Capaci di gestire con competenza e senso civico le attività su cui dovranno lavorare.
Capaci di lavorare ragionando con vista acuta e sguardo profondo, non solo per l’immediato ma anche nella prospettiva futura delle conseguenze su chi verrà – anche dopo il termine del proprio mandato…
Capaci di far lavorare non solo il cervello ma anche il cuore, e di sentirsi comunque parte della comunità di cittadini da cui hanno ricevuto fiducia (e, s’è visto, i mezzi per condividere idee ed esigenze di tutti non mancano di certo).
Intanto però, concediamoci il tempo della festa! 🙂
Nota: segnalo il bell’editoriale apparso stasera nel sito di Peacelink: Siamo al centro del mondo. Pensandoci bene, quanti dovemmo ringraziare per l’esistenza del referendum, questo potente strumento di democrazia?
P.S. E già che ci siamo, ecco cosa scrissi 5 anni fa in occasione della vittoria referendaria del “No” in difesa della Costituzione: Quando il goal mancato ha segnato la vittoria.
Buona lettura!